Izuku

Va riconosciuto a My Hero Academia il merito di essere riuscito a presentare fin dal suo esordio il fulcro della maggior parte degli shonen manga, vale a dire i combattimenti, senza la necessità di costruire un’impalcatura narrativa eccessivamente complessa: apprendisti super eroi devono superare delle prove di abilità per essere ammessi alla scuola dei loro sogni, dopodiché affrontano lezioni pratiche sul campo e cercano di arginare l’irruzione di violenti criminali. Una vicenda con lo spessore di carta velina, degna di un videogioco picchiaduro. Eppure funziona.

Ci si rende conto dell’efficacia di questa struttura una volta giunti al cospetto del Festival Sportivo, arco narrativo che mette in scena un torneo nel quale si affronteranno i personaggi principali della serie, altro topos del genere. Dal Torneo Tenkaichi di Dragon Ball allo Shaman Fight di Shaman King, questo genere di eventi rappresenta da sempre lo stratagemma ideale attraverso il quale gli autori possono inanellare una serie di scontri senza bisogno di giustificare ogni singolo duello: è infatti nella natura di queste manifestazioni proporre lotte che diventano via via più avvincenti, fino ad arrivare alla battaglia finale.

Kohei Horikoshi applica questa formula al contesto scolastico di My Hero Academia, così da poter iniziare in maniera più varia: le fasi eliminatorie sono una gara a ostacoli e una sfida a squadre nella quale rubarsi delle fasce, prove dinamiche in cui ognuno può sfruttare i propri Quirk, ma non solo. Durante la competizione l’autore riesce a raccontare molto del suo universo, inserendo informazioni preziose ad ogni occasione, tra una prova e l’altra ma anche nel bel mezzo dell’azione.

Scopriamo così che nel liceo esistono anche delle classi destinate agli studenti ordinari, dotati di Quirk ma non ritenuti promettenti quanto gli aspiranti Hero: dei perfetti underdog mossi da un sentimento di rivalsa. Ci sono inoltre allievi che si dedicano allo sviluppo di costumi e attrezzature speciali, e altri ancora impegnati ad apprendere gli aspetti manageriali di questa società supereroistica. Pur avendo visto solo piccoli spiragli del mondo esterno, attraverso il sistema scolastico riusciamo a farci un’idea abbastanza chiara e sempre più definita.

Bakugo

Il pregio principale di questo arco narrativo è quello di riuscire ad arricchire il cast introducendo nuovi personaggi e presentandone molti che erano stati solo mostrati, rendendo il microcosmo della Yuei sempre più vivo. La figura che viene approfondita maggiormente è Shoto Todoroki, descritto così: “Se questo fosse un fumetto, lui sarebbe il protagonista“; ed effettivamente il suo background ne fa un eroe tragico in grado di conquistare il lettore, un nuovo perfetto avversario per Izuki. Il ragazzo di ghiaccio e di fuoco è il figlio di Endeavor, considerato il secondo miglior eroe di sempre, e proprio per questo motivo vive una forte rivalità con Allmight, sentimento che sembra aver trasmesso al suo erede. Todoroki, però, non ha alcuna stima per il padre, e lo rinnega al punto di voler evitare a tutti i costi di utilizzare i poteri di fuoco che gli ha trasmesso.

Anche gli altri personaggi entrano a far parte di un quadro complessivo decisamente più elaborato, a partire da Ochaco e Iida, che iniziano a ritagliarsi una propria indipendenza slegata dal ruolo di spalla del protagonista. Vediamo molti nuovi studenti con Quirk interessanti, anche se non a tutti viene concesso lo spazio che meriterebbero, lasciando al lettore il desiderio di conoscerli meglio (con qualcuno succederà in seguito, con altri no).

Lo stile grafico di Horikoshi è già definito e ricco di dettagli, caratteristica non scontata in un mangaka alle prese con la sua opera prima. Anche dal punto di vista narrativo l’autore dimostra di saper padroneggiare una trama orizzontale, seminando indizi da sviluppare in futuro e lanciando rivelazioni fondamentali per l’arco narrativo successivo poco prima della battaglia finale, climax della vicenda in corso. Una volta entrato in campo Todoroki, oltre a un cast di potenziali avversari per Izuki decisamente più nutrito, la figura di Bakugo non può che esagerare le proprie caratteristiche iniziali, diventando un combattente furioso che deve essere trattenuto dai suoi stessi insegnanti con catene e strutture contenitive.

La varietà di toni ed elementi presenti in My Hero Academia hanno ormai reso evidente il suo essere la novità shonen più interessante degli ultimi anni, supportata da un’elevata qualità tecnica. Anche l’anime punta su questa caratteristica piuttosto che sulla quantità, evitando di allungare il brodo con l’aggiunta di sequenze poco efficaci e preferendo stagioni composte da pochi episodi ma incisivi.

 

My Hero Academia

 

CHRONO MY HERO ACADEMIA

 

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