Dopo pochi mesi dalla sua promozione, e a seguito del ritiro di Martin Goodman, Stan Lee abbandona la carica di Presidente della Marvel Comics, in quanto tale ruolo lo porta a dover affrontare più che altro questioni burocratiche e finanziarie, tenendolo lontano da ciò a cui più tiene, ovvero la creazione dei fumetti.

 

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Silver Surfer

Ancora ben saldo invece nel ruolo di Publisher, il Sorridente inizia a girare per gli Stati Uniti e il mondo, partecipando a numerose manifestazioni sul fumetto – tra cui anche nel 1974 una edizione di Lucca Comics – e divenendo ancor di più una figura di riferimento per la Marvel.

Prima che Stan Lee torni a sceneggiare, dunque, passano quasi cinque anni. All’inizio del 1977, infatti, insieme a John Romita Sr., fa esordire su alcuni quotidiani una striscia giornaliera dedicata all’Uomo Ragno. The Man ha in mente questo progetto sin dal 1970, ma per complicazioni varie si deve attendere qualche anno prima che veda la luce. Tale striscia presenta una continuity separata da quella dei fumetti e, alla data odierna, viene ancora pubblicata.

Oltre all’Uomo Ragno, l’altro personaggio a cui Lee dedica gran parte delle sue attenzioni creative è Silver Surfer, tanto che all’epoca c’è un mandato preciso in Marvel di non pubblicare nuove serie o storie dedicate all’ex araldo di Galactus senza il suo consenso.

Sembra dunque quasi un segno del destino che l’ultima collaborazione con Jack Kirby sia incentrata proprio su Silver Surfer. Il Re ha fatto il suo ritorno alla Marvel nel 1975 per dedicarsi ad alcuni progetti, stavolta portati avanti in solitaria. L’unica eccezione è appunto Silver Surfer: The Ultimate Cosmic Experience, pubblicata nel 1978 dalla casa editrice Simon & Schuster in grande formato e a colori in una linea editoriale di solito dedicata alle ristampe.

Savage She-Hulk #1

Stan Lee torna a sceneggiare Silver Surfer inoltre nel 1980 – in una storia comparsa su Epic Illustrated disegnata da John Buscema – e nel 1982, grazie a un one-shot realizzato insieme a John Byrne.

Ancora in coppia con Buscema, inoltre, The Man crea nel 1980 She-Hulk, facendola esordire nella prima testata a lei dedicata. A quell’epoca va in onda sulla rete televisiva CBS il serial TV dedicato all’Incredibile Hulk e, temendo che una controparte femminile del pelleverde possa fare il suo esordio sul piccolo schermo, ne viene creata una apposita nei fumetti, così da evitare possibili controversie legali sui diritti. She-Hulk è il penultimo personaggio ideato da Stan Lee per la Marvel, l’ultimo inserito nell’Universo Marvel canonico.

Nel 1981, insieme a sua moglie Joan, il Sorridente si trasferisce in California con il compito di sviluppare progetti televisivi e cinematografici incentrati sui personaggi Marvel tramite la società di produzione Marvel Productions. Qui inizia a conoscere alcune personalità legate al mondo dello spettacolo, con alcune delle quali stringe amicizia.

In California vive anche un artista francese i cui lavori vengono pubblicati dalla Casa delle Idee in un’apposita etichetta editoriale: il suo nome è Jean Giraud, ma è meglio noto come Moebius. Lui e Stan Lee si incontrano nel 1988, nel corso di un’edizione del San Diego Comic-Con, e scoprono entrambi di essere affezionati al personaggio di Silver Surfer.

Silver Surfer: Parable, copertina di Moebius

Durante un pranzo, i due creativi decidono di collaborare alla realizzazione di una nuova storia dedicata all’araldo di Galactus. Moebius è convinto che sia un progetto a lungo termine, dunque rimane alquanto stupito quando, pochi giorni dopo, Lee gli spedisce il soggetto. Moebius, da gran professionista, si adatta con estrema facilità a lavorare col Metodo Marvel e quindi già alla fine del 1988 viene pubblicato Silver Surfer: Parable, con ogni probabilità la storia più celebre legata a Silver Surfer realizzata da Stan Lee, ma non l’ultima che lui scrive sul surfista, in quanto essa sarà The Enslavers, disegnata da Keith Pollard e pubblicata nel 1990.

Sempre nel 1990, Stan Lee propone a John Byrne di creare una nuova linea editoriale dedicata a un possibile futuro dell’Universo Marvel, The Marvel World of Tomorrow. Byrne sviluppa una storia lunga sessantaquattro pagine, ma Lee pensa che non sia troppo collegata ai personaggi Marvel e l’artista anglo-canadese non è in grado di apportare le modifiche richieste. La storia verrà rielaborata da Byrne nell’one- shot 2112.

Il progetto di un universo futuro non viene tuttavia abbandonato e, dopo un titolo scartato – “Marvel 2093” – nel 1992 viene infine varata la prima serie di testate collegate al Marvel 2099.

Ravage 2099 #7

Uno dei titoli, Ravage 2099, viene sceneggiato da Stan Lee ed è l’unico che presenta un personaggio non derivante da una precedente creazione. A Lee piacerebbe rinnovare la collaborazione con Steve Ditko e così l’Editor-In-Chief Tom DeFalco organizza un incontro tra i due negli uffici della Marvel. I due ideatori dell’Uomo Ragno si ritrovano dopo molti anni e, stando a una successiva dichiarazione di DeFalco, la riunione si rivela cordiale pur concludendosi con un nulla di fatto, in quanto Ditko non è d’accordo su alcune implicazioni filosofiche della serie.

La parte grafica di Ravage 2099 viene affidata dunque a Paul Ryan, ma l’apporto di Stan Lee si rivela di breve durata e termina con l’ottavo numero. Ravage è l’ultimo personaggio ideato da The Man per la Marvel.

Poco tempo dopo, Stan Lee termina in via ufficiale la sua collaborazione ultradecennale con la Casa delle Idee, pur rimanendone il Presidente Emerito. Ma la fine di un’avventura per il Sorridente si rivela solo il preludio ad altri ambiziosi progetti.

 

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