Steve Orlando e Riley Rossmo hanno il compito di raccontare e reinventare le origini di Martian Manhunter nella miniserie omonima di dodici numeri che vede la luce questa settimana negli Stati Uniti.

Lo sceneggiatore e il disegnatore, intervistati da Newsarama, hanno definito la storia una vicenda di detective fantascientifica. Ambientata quando il personaggio non è ancora un super eroe bensì il detective John Jones, la miniserie sembra suggerire delle origini più oscure del previsto. Pare infatti che il protagonista fosse originariamente un poliziotto corrotto…

 

Martian Manhunter #1, copertina di Riley Rossmo

Orlando – Le premesse del personaggio di Martian Manhunter mi hanno sempre attratto per la loro alternatività e unicità. Ci sono un sacco di super eroi DC che mantengono dei segreti, ma lui ha deciso di non conformarsi a questa pratica quando è nei suoi panni eroici. Pare evidente a tutti che non è come noi, ma che è qui per noi terrestri. Ho sempre trovato che il suo orgoglio esibito nell’essere marziano, pur facendo ormai parte della comunità dei terrestri, fosse ammirevole, d’ispirazione. Allo stesso tempo, possiede una bontà e una compassione poco esplorate, rispetto alle qualità degli altri eroi più importanti della DC.

Ho sempre sentito una stretta connessione con lui da quando ero ragazzino, e la DC sapeva che io volevo lavorare su questo personaggio. Fortunatamente, ho potuto farlo un po’ con Martian Manhunter/Marvin the Martian, ma quell’assaggio non ha fatto altro che farmi venire ancor più fame. Poi, quando mi sono trovato su Batman/The Shadow assieme a Riley, alla fine del progetto eravamo in cerca di un’occasione di lavorare ancora assieme. Gli ho detto che avevo dei piani per Martian Manhunter e pensavo che sarebbe stata l’occasione di visibilità che merita, oltre che quella di creare un intero mondo attorno a un personaggio. Un mondo poco esplorato dalla DC.

Rossmo – A volte la gente sottovaluta gli strumenti di narrazione che abbiamo a disposizione quando facciamo fumetti. In questa serie, in particolare, ho voluto spingermi ai limiti. Quando ho lavorato sul pianeta Marte, ho eliminato le macchie di nero. Non c’è altro che linea chiara nel disegno e ho introdotto una serie di elementi per distinguere l’ambientazione. Le vignette che raccontano Marte, ad esempio, hanno tutte un bordo ricurvo, che per me rende bene il fatto che siamo nello spazio. Non so perché, ma le linee curve per me sono sinonimo di fantascienza.

 

Rossmo ha passato giorni interi a progettare u dettagli dell’ambientazione marziana, come ad esempio la moda e i costumi dei marziani gialli e di quelli verdi, costruendo delle ragioni culturali e storiche che li sostenessero. Un lavoro che, pare di capire, è stato dedito e certosino.

 

Martian Manhunter, teaser

Orlando – Passiamo un sacco di tempo della storia su Marte, perché è fondamentale per capire come sia Martian Manhunter quando è sulla Terra. Quando abbiamo dato inizio alla storia, abbiamo capito subito che la vicenda di J’onn è quella di tutti noi. Parla di come sia possibile superare ogni tipo di fallimento e di errore commesso nella vita quando si realizza che certamente ne siamo i colpevoli, ma che possiamo anche essere molto altro, migliori. La sua vicenda impone che lo troviamo al suo punto più basso, su Marte, in maniera che possiamo davvero capire del tutto quanta strada abbia fatto e quanto essa sia trionfante.

Non solo vedremo la morte del pianeta, ma anche la sua vita. Vedremo quanto peso abbia nel suo cuore quella perdita. E vedremo l’eroe andare a prendere la figlia a scuola, vedremo sua moglie venire ignorata a causa delle strutture della società marziana, vedremo una famiglia, le sue speranze e i suoi sogni calare giù per un piano inclinato. Siamo sul Titanic. Sappiamo quello che sta per accadere, anche se Riley e io vorremmo che non fosse capitato, adesso che conosciamo così bene questi personaggi. Esploreremo il passato di Martian Manhunter per mostrarvi cosa abbia perso e capire quanto grandi siano, pertanto, i suoi trionfi.

 

Quindi, vedremo J’onn quando Martian Manhunter ancora non esisteva. Il detective Jones deve ancora diventare un super eroe.

 

Orlando – C’è della stranezza in questa storia, una bizzarria innata che credo affondi le sue radici nella fantascienza degli anni Sessanta e Settanta, ma allo stesso tempo vi abbiamo infilato una certa modernità nella narrazione e nella nostra visione della società marziana.

Tutti sappiamo che alla fine si tratterà di una storia di super eroi, ma passiamo parecchio tempo ad osservare stranissimi paesaggi mentali nella testa di J’onn. Questa è soprattutto una storia di investigazione fantascientifica. Il personaggio di Martian Manhunter ha debuttato su Detective Comics e mi piace il fatto che questa sia una storia di detective. Con un telepate marziano e mutaforma, quindi non proprio una crime story tradizionale.

 

 

 

Fonte: Newsarama

 

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