Jeff Dekal, tra i più apprezzati copertinisti del panorama statunitense, ha rilasciato un’intervista a Comics Beat in cui parla della sua carriera, della sua marcia di avvicinamento al mondo dei comics e del suo impegno presso la Marvel. L’ultima sua prova, uscite in anteprima qualche giorno fa, riguarda la copertina del What If? dedicato a Magik.

Ecco le dichiarazioni più interessanti dell’artista:

 

What If Magik, copertina di Jeff Dekal

Non mi sono mai posto obiettivi definitivi riguardo la mia carriera. Ancora adesso non credo che ci sia un percorso a tappe preciso. Pianifico quel che posso, ma una larghissima parte del modo in cui l’universo funziona richiede che sia l’ambiente intorno a noi a fare una mossa, prima che noi facciamo la nostra. Ho sempre amato l’Arte, dacché ero un bambino, e ho sempre saputo che sarei finito in quel mondo lì per lavoro, in qualche modo. Ma non sapevo come finché non sono inciampato in un editor Marvel alla SuperCon, la prima convention di Miami a cui abbia mai partecipato come autore. Lì ho avuto la mia occasione con i comics.

Non l’avevo pianificato. L’unica cosa che avevo fatto era portare la mia abilità di disegnatore a un livello che colpisse quell’editor. E questo mi diede una chance. Il primo progetto per la Marvel fu dipingere le copertine di Journey Into Mystery. Al termine, passai cinque anni a frequentare convention e a investire tempo e denaro per crearmi una rete di conoscenze nel business. Solo dopo ho iniziato a lavorare con costanza e in maniera stabile.

Al mio esordio ero quasi esclusivamente un pittore, ma essere esposto a tanto disegno e vedere cosa si può ottenere con quello stile mi ha interessato moltissimo. Non ho mai provato a inchiostrare, ma con il tempo ho cercato di incorporare la linea e le aree piane e astratte nel mio lavoro. Alcune prove vengono meglio di altre, ma sono sempre in cerca di un equilibrio tra la pittura e la linea. Raramente un copertinista legge sceneggiature, perché non c’è molto, lì dentro, che ci serve per promuovere l’albo a dovere. Di solito il team creativo mi fornisce qualche frase riguardante la storia per darmi uno spunto. Non molto di più.

La mia principale ispirazione è quella di terminare la storia indipendente che ho scritto e che sto disegnando, composta da una sequenza di immagini dipinte che, pertanto, mi sta prendendo una vita. Voglio anche dar vita a qualche dipinto di grandi dimensioni, ma non ho scadenze per questo progetto, e lasciarmi ispirare dalle opere. Mi piacerebbe molto lavorare anche in altri settori, come l’illustrazione per la moda, ad esempio.

La cosa che preferisco del mio lavoro? Essere il capo di me stesso e dare vita alla mia scaletta personale. Inoltre viaggiare, incontrare gente in tutto il mondo, gente che ammiro e stimo e che supporta il mio lavoro. E farmi un sacco di amici nel mio ambiente. Il bambino dentro di me è sempre entusiasta.

 

 

Fonte: Comics Beat

 

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