Michele Masiero e Roberto Recchioni incontrano i fan di Dylan Dog in un affollata chiesa di S. Giovanni, in quel di Lucca Comics & Games 2018. Siamo all’inizio di una svolta nelle trame che danno vita alla terza fase del progetto di rinnovamento guidato dall’autore romano, il quale ha salutato i fan soddisfatto della loro risposta alle novità riguardanti l’Indagatore dell’Incubo.

 

Recchioni – Un anno importante per Dylan, pieno di soddisfazioni, dal crossover con Dampyr che è stato un successo, fino alla storia scritta da Dario Argento, Profondo nero. Una delle poche di Dylan che non abbia il personaggio in copertina. Siamo felici di questa annata interessante, in cui abbiamo sistemato diversi aspetti del nostro progetto e abbiamo assistito a risposte immediate del pubblico a ogni iniziativa che puntasse a stimolare la sua curiosità. In grande anticipo, abbiamo portato a Lucca il numero 387, Che regni il caos. Con questo numero si aprono il Ciclo della Meteora e la terza fase del nostro piano, cui seguirà la quarta.

Tredici storie molto coerenti tra loro per trama, che ci portano al numero 400 con un tema molto preciso. Incombe sulla Terra questa meteora che presto spazzerà via il genere umano. Leomacs e Marco Nizzoli sono gli autori del numero 387. Nel corso dei quattro anni che ci hanno portato a questa svolta, abbiamo disseminato sottotrame e concetti che giungeranno a compimento in questo arco narrativo. Dal ciclo di Norah di Paola Barbato, fino alle sottotrame dedicate a Carpenter, che subiranno cambiamenti importanti. Soprattutto la storia di John Ghost riannoderà le sue fila. L’opera del personaggio ha lasciato segni dappertutto e nelle storie recenti è stata richiamata da tantissimi, piccoli rimandi.

I segreti di Groucho e Bloch confluiranno in questo arco narrativo, fino alla cavalcata degli ultimi numeri, la trilogia di fatto composta dagli albi dal 399 fino al 401. Da Spazio Profondo fino al numero 400, dovete considerare le uscite come un ciclo completo e coerente. Il numero 400 sarà disegnato da Stano, il 401 da Corrado Roi.

 

A metà conferenza è intervenuto anche Gigi Cavenago, che ha partecipato, con qualche dichiarazione, alla conferenza:

 

Cavenago – Sono sempre pessimista. Invece l’accoglienza è stata sempre ottima ed è sempre piacevole vedere le reazioni sui social alle mie illustrazioni. Ovviamente non si può accontentare tutti, ma io ho la coscienza a posto, perché ce la metto veramente tutta. Le copertine di questo ciclo potrebbero essere problematiche, dato che tutte devono avere un elemento in comune. Sarà interessante trovare il modo di coinvolgere sempre la meteora sullo sfondo.

Recchioni – Altra novità. Il logo del 387 mostra una crepa che crescerà mese dopo mese, nelle dimensioni, fino a disgregare il logo che ci accompagna dall’inizio della prima rivoluzione sul personaggio di Dylan. Anche questo dettaglio sarà coinvolto dallo sconvolgimento presente nelle storie. Dal 399, l’universo di Dylan Dog sarà molto diverso e allo stesso tempo rappresenterà il ritorno più forte possibile alle origini del personaggio. Ai numeri di questo ciclo saranno allegati i tarocchi di Angelo Stano, con un raccoglitore allegato al Color Fest che uscirà primavera. Color Fest che sarà molto particolare, con un Nicola Mari molto gotico in copertina e la storia di un Dylan alternativo che si imbarca sulla nave che porta Dracula a Londra.

Sono orgoglioso di aver partecipato al nuovo team-up tra Martyn Mystère e Dylan Dog. Marco Recagno ha scritto la storia, io e Alfredo Castelli abbiamo collaborato a questo arazzo che è l’universo condiviso dai due indagatori, Harlan Draka e Mister No. Recagno è stato bravo a scrivere una storia molto nerd che contiene miliardi di riferimenti anche oscuri all’epopea della Bonelli. Freghieri l’ha disegnata al massimo della sua forma. E poi è proprio bello vedere Dylan e Martyn uno accanto all’altro.

Masiero – Qui a Lucca abbiamo portato l’albo avvolto nella copertina del loro primo incontro.

Recchioni – Ho avuto il privilegio di scrivere il soggetto del team-up di Dylan con Morgan Lost. L’universo di Morgan non è quello di Dylan, come tutti sappiamo, ma io detesto il fatto che questo tipo di avventure avvengano in reami non esistenti, che non contino. Quello di Morgan Lost è un universo alternativo e le sue avventure sono ambientate in anni Cinquanta molto diversi da quelli che conosciamo. Ma questo significa che trent’anni dopo il suo presente, a Londra, c’è il Dylan di quell’universo. Ecco la soluzione: il Morgan vecchio, ormai in pensione, incontra Dylan giovane negli anni Ottanta di quell’universo. Io e Claudio Chiaverotti abbiamo mantenuto parte della mitologia di Dylan intatta e, allo stesso tempo, abbiamo raccontato una porzione del futuro di Morgan. La storia è in due albi, a Lucca trovate il primo. Il secondo è particolarmente tragico, preparatevi.

Nel prossimo anno scriverò più storie di Dylan e ci saranno meno sceneggiatori impegnati nella scrittura della serie. In questi quattro anni, abbiamo sperimentato molto e abbiamo cercato di tenere attive, all’interno della serie, tante voci, anche un po’ per colmare il vuoto lasciato da Sclavi. Tiziano è uno sceneggiatore dalle mille anime ed è difficilissimo trovare un autore che sappia passare da un registro all’altro con la sua abilità. Noi abbiamo ascoltato molto, alcune delle voci hanno funzionato, altre meno. Ora abbiamo deciso di concentrarci su quelle che meglio si adattano a Dylan e al progetto in corso.