C’è Declan Shalvey ai microfoni di Newsarama, per parlare del suo impegno su Return of Wolverine, accanto a Charles Soule e in collaborazione, alle matite, con il disegnatore del primo e dell’ultimo albo della miniserie: Steve McNiven.

Ecco cos’ha dichiarato Shalvey, in aggiunta a quel che già sappiamo:

 

Return of Wolverine #2, variant cover di Declan Shalvey

Com’è essere il secondo artista di questo progetto? Difficile dirlo. Strano? Spaventoso? Eccitante? Non ho ancora avuto tempo di realizzarlo, a dirla tutta. Mi sono limitato a tuffarmici. Tutto inaspettato, questo è certo. Ho sempre voluto disegnare una storia di Wolverine e ho sempre pensato che, quando fosse successo, sarebbe stato in una miniserie minore che nessuno avrebbe considerato. Invece no. Questo è un evento.

Sono su un fumetto Marvel molto importante e gioco con autori e artisti di serie A. Steve McNiven! Onestamente, non mi vedo ai livelli di uno come lui, quindi subisco un po’ di sindrome dell’impostore, ora come ora. Detto questo, non credo che la Marvel mi avrebbe proposto l’incarico se non avesse fiducia nelle mie capacità, dato che non è carente di grandi disegnatori. Questo pensiero dovrebbe rassicurarmi. Sono onorato che mi abbiano anche solo preso in considerazione, figuriamoci del fatto che mi abbiano scelto. E poi, finalmente disegno Wolverine.

Ho iniziato a lavorare quasi subito, appena arrivata l’offerta. Il che significa lavorare per diversi mesi davvero di corsa. Ma i ritmi non sono mortali. Ho passato qualche giorno a studiare il progetto e mi sono immediatamente messo al lavoro sul design del nuovo costume. Poi, dopo una settimana, le matite degli interni. Grazie al cielo sapevo già come realizzare Wolverine, dopo averlo disegnato su Deadpool. E per averlo fatto per diletto dacché ho tredici anni.

 

Shalvey si è preso una pausa dal suo Injection, il suo progetto indipendente scritto da Warren Ellis, e ha dovuto rimandare, fortunatamente senza conseguenze, un altro lavoro non ancora annunciato. Sapeva che questo incarico sarebbe stato una cosa grossa ed è felice di farne parte, oltre che di avere l’occasione di dar prova del proprio talento alla Casa delle Idee, su un palcoscenico del genere. Ora è oltre la metà del lavoro e non vede l’ora di vedere tutto realizzato.

 

Progettare un il costume nero di Wolverine è stata una sfida interessante, perché, esplicitamente, non doveva essere un costume da Wolverine. L’uniforme è semplicemente una cosa che Logan si mette in quella situazione, non qualcosa di studiato per lui. L’obiettivo era però che fosse qualcosa che sarebbe rimasto più impresso di una semplice camicia. Il risultato prende le mosse dagli elementi fantascientifici della storia che Charles e Steve stanno raccontando.

 

Un po’ del classico Nick Fury e un po’ di Star Trek, in questa soluzione trovata da Shalvey, che cita anche John Buscema tra le sue influenze nella realizzazione dell’uniforme. Inoltre, il suo sogno era disegnare i folti peli delle braccia di Logan: ecco perché il costume gliele lascia scoperte! Inoltre, anche il design del personaggio di Persephone, il nuovo villain introdotto dalla storia, ha influenzato le scelte del disegnatore.

 

La storia scritta da Charles è davvero epica, in termini di prospettiva, e ha degli sviluppi decisamente folli verso la fine. Ho il privilegio di poterla vedere stesa davanti a me, tutta insieme, e riconosco molto bene il modo in cui Charles le ha dato forma, numero dopo numero, mostrandoci ogni volta qualcosa di diverso di Wolverine, tutti aspetti della sua personalità.

 

 

 

Fonte: Newsarama

 

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