Nel corso dell’ultima edizione di Napoli Comicon abbiamo avuto il privilegio di incontrare uno degli artisti che meglio hanno saputo raccogliere l’eredità di Jack “The King” Kirby. Stiamo parlando di Mike Allred, fumettista statunitense che nella sua ventennale carriera ha creato Madman e – tra le altre cose – firmato celebri cicli di storie su X-Statix Silver Surfer.

Recentemente, è arrivato in Italia Bug!: Le avventure di Forager, fumetto realizzato insieme al fratello Lee Allred (sceneggiatore) e alla moglie Laura (colorista), che rivisita uno dei personaggi meno noti del vasto universo creato dal Re dei Comics per la DC Comics, in particolare per la saga del Quarto Mondo.

Ringraziamo Lorenzo CortiSalvatore Cervasio di RW Edizioni per la disponibilità.

 

Ciao, Mike! Benvenuto su BadComics.it.
Qui a Napoli ha debuttato la tua miniserie “Bug!: Le avventure di Forager”: cosa ti ha portato a lavorare su un personaggio non certo tra i più noti tra quelli creati da Jack Kirby?

Prima che le fumetterie proliferassero a Roseburg, nell’Oregon, gli albi a fumetti erano già qualcosa di molto speciale per noi. Io e mio fratello maggiore Lee prendevamo lezioni di chitarra, e il nostro insegnante aveva una vasta collezione di fumetti. Tra questi c’erano le storie dei Nuovi Dei. Ogni settimana, in quella sala d’attesa, osservavo quegli albi, in particolare mi affascinavano proprio Bug e i Nuovi Dei. Mi piacevano talmente tanto che, in quella fase iniziale della mia vita, il loro è stato un fumetto davvero speciale. Solo dopo diverse settimane, mio fratello maggiore parlò con l’insegnante per farci prestare quegli albi.

C’è molta nostalgia dietro a questa scelta, un amore molto forte e simile a quello che mi lega a “Fantastic Four” e ai personaggi creati da Stan Lee e Jack Kirby per la serie, come Silver Surfer, Galactus, Pantera Nera e gli Inumani. Bug era tra questi, tra le creazioni del mio autore preferito, Kirby.

Per la DC Comics hai lavorato sia su Bug che sull’icona Superman, due personaggi decisamente differenti. Che tipo di approccio hai adottato per entrambi? 

Nel momento in cui abbiamo cominciamo a realizzare la miniserie di Bug, sia io che mio fratello Lee eravamo consapevoli di avere per le mani un personaggio poco noto, quindi abbiamo dovuto dargli una forte caratterizzazione. In un certo senso, dovevamo riempirlo per renderlo particolare.

Con Superman, invece, il lavoro è stato più semplice in quanto il personaggio è più iconico, riconoscibile e affermato grazie ad alcune sue caratteristiche e, quindi, era facile prendere delle scorciatoie in fase di scrittura. Al contrario, con Bug siamo stati quasi obbligati ad aggiungere diversi dettagli.

Per la Marvel hai realizzato il sogno di lavorare con altre creazioni del tuo mito, ovvero i Fantastici Quattro e Silver Surfer: com’è stato lavorare con loro?

I Fantastici Quattro sono una famiglia e, come tutte le famiglie, finiscono per litigare tra loro, si amano, lottano l’uno per l’altro e a volte capita che si facciano la guerra a vicenda. Penso che, proprio perché queste emozioni sono così naturali, sia facile connettersi con loro, creare empatia con personaggi che sono come noi e che devono contare su tutta la loro forza di volontà per venire a capo di circostanze spesso proibitive.

Il ciclo di storie di Silver Surfer, firmato da te e dallo scrittore Dan Slott, è stato lungo e costellato di riconoscimenti. Pensi di aver detto tutto sul personaggio? 

Sono molto soddisfatto del risultato finale raggiunto con “Silver Surfer”. Non posso nascondere il mio grande amore per il personaggio, così come il desiderio di tornare a lavorarci, ma insieme a Dan siamo riusciti a fare tutto ciò che volevamo. Quindi, sono a posto così, felice di potermi dedicare ad altri progetti che mi permettano di crescere e divertirmi.

In chiusura, quali sono questi progetti? A cosa stai lavorando in questo periodo?

Ora sto lavorando a una nuova serie di “X-Ray Robot” che verrà pubblicata prossimamente da Dark Horse. Inoltre, io e mio fratello Lee, insieme a Laura, stiamo rilanciando una nuova serie di “Dick Tracy”. Infine, sono al lavoro su un progetto top-secret di una biographic novel che dovrebbe uscire l’anno prossimo ma di cui ancora non posso dire nulla. Si tratta di uno dei sogni della mia vita, il che è già un grande indizio.

 

Laura Allred, Mike Allred e Pasquale Gennarelli

 

Su richiesta dell’intervistato, vi presentiamo anche le dichiarazioni originali di Mike Allred, direttamente in inglese, con la traduzione delle nostre domande.

 

Hi, Mike! Welcome to BadComics.it.
You brought here in Naples your miniseries “Bug!: The Adventures of Forager”: why did you choose to work on this Jack Kirby character, not really the most famous in the Fourth World stories?

Before there were comic book stores where I grew up, in Roseburg Oregon, whatever comic books there were were very special to us. My older brother and I took guitar lessons and the guitar teacher had a stack of comic books. Among them, “New Gods”. I didn’t realize that Bug appeared in only two issues, but every week, in the waiting room of the guitar teacher, I would see this “New Gods” comic book with Bug over and over again.

I just loved it so much. In that early part of my life, it became a very special comic book to me and my older brother even talked the teacher, after several weeks, into letting us have it. So there’s just a lot of nostalgia, behind it, a lot of affection for it. So, along with the Fantastic Four and the characters introduced on Fantastic Four, like Silver Surfer, Black Panther, Galactus, the Inhumans, Bug is right there as a favourite character by Jack Kirby and why he is one my favourite creators.

For DC Comics you worked both on Bug and on the icon, Superman. Two deeply different characters. What was your approach on each one?

With Bug, my brother and I realized that it wasn’t a very well known character, so we felt we had to instill a little more of characterization, filling the blanks, while Superman is very iconic, recognizable and established. It was a lot easier to take shortcuts, with Superman, where with Bug whe knew we had to really detail him.

You realizead a dream, when you worked with the characters of Fantastic Four and with Silver Surfer. What can you tell us about this experience?

With Fantastic Four, they are like family. They are easy to relate to, they argue, they love each other, they fight for each other and fight each other. So, because they are natural, it’s easy to connect with them. They are like us, but with powers and in weird circumstances.

The book about Silver Surfer you made with Dan Slott was long and really appreciated. Did you say everything you had to say about the character?

I’m very satisfied. I love the character and I would love to work on him again, but at this point I feel like we did everything we wanted to. So I’m happy to look for other things to play with.

Final question: any new project? What are you working on, right now?

I have a new creator-own series, called “X-Ray Robot”. which Dark Horse will publish. Me and my brother, with Laura, are working on a new “Dick Tracy” series and I have a very secret biographical graphic novel that will be out next year. I can’t talk about it yet, but it’s like a long dreamed project to me. And this is a huge clue.

 

 

Le foto presenti in questo articolo sono state scattate da Lucio Guzzo.

 

Consigliati dalla redazione