Il panel dedicato a Nathan Never della ventesima edizione di Napoli Comicon è stato presieduto da Antonio Serra, affiancato dall’artista Rosario Raho; insieme hanno parlato al pubblico di Generazioni. La terza e ultima miniserie voluta dai creatori dell’Agente Speciale Alfa per riscrivere le origini del personaggio come fosse stato creato oggi, viene dopo Annozero, di Bepi Vigna, e Rinascita, di Michele Medda.

Con Generazioni, sceneggiato da Giovanni Eccher Adriano Barone, Serra ha voluto omaggiare quelli che per lui sono i fumetti più significativi di sempre, emulando gli stilemi specifici sia da un punto di vista narrativo che grafico. Si tratta di un’opera suggestiva, pensata come fosse costituita da sei numeri 1, tanto da non avere alcuna cifra identificativa sulla costina dell’albo: ognuno di essi può essere apprezzato come una storia autoconclusiva, ma solo leggendoli tutti insieme emergerà il filo conduttore che li lega come un unico racconto coerente, dove i villain più significativi della collana regolare giocano un ruolo cruciale e i comprimari ne recitano uno che potrebbe non essere lo stesso della continuity tradizionale.

Uno spillato numero zero di 32 pagine, in allegato con Nathan Never 324 (in uscita il prossimo 18 maggio), introdurrà le linee guida di questo progetto. Ogni episodio è stato ambientato in un futuro appartenente a una dimensione alternativa; in ciascuna di queste i personaggi, sopratutto la figlia del protagonista, invecchiano, ma si tratta di volta in volta di una storia che comincia da zero. Nathan vive tante vite parallele e diverse, in futuri alternativi con costumi e tecnologie coerenti a quelle dimensioni. In ogni mondo viene affrontata poi, una fase cruciale della saga del protagonista.

Il primo appuntamento del mese corrente è un tributo ai comics e ai crime particolarmente cupi, dominati da opere come Sin City, di Frank Miller.

Il secondo è caratterizzato dal paesaggio post-bellico, tipico di un cult manga come Ken il Guerriero, di BuronsonTetsuo Hara.

Con il terzo ci spostiamo nell’ambientazione a metà tra fantascienza e fantasy degli anni 30, dominata da Flash Gordon, di Alex Raymond, ma con l’ironia dei Guardiani della Galassia.

Il quarto albo è ispirato alle strisce inglesi fondate sulla fantascienza razionale e realistica, quelle di maestri come Jeff Hawke e Lance McLane.

Il quinto non ha un fumetto di riferimento, ma un genere, lo steampunk.

Il sesto e ultimo racconto è infine ambientato in un futuro remoto, con un Nathan Never molto invecchiato, nell’universo mecha dei manga di fine XIX secolo, quello iconico di Evangelion, di Hideaki Anno.

Se uno di questi mondi avrà particolarmente successo, ha concluso Serra, potrebbe dar vita a una nuova serie spin-off della principale.

 

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