Gli sceneggiatori di Avengers: No Surrender tornano ad aggiornare i lettori sullo stato degli eventi. Ormai siamo vicini alla conclusione della saga che ha riunito ogni singolo gruppo esistente di Vendicatori, impegnati ad affrontare due degli Antichi dell’Universo e a limitare i danni della loro sfida intestina.

Jim Zub, Al Ewing e Mark Waid si preparano al gran finale così:

 

Avengers #689, anteprima 01

Zub – Lo sviluppo del personaggio di Quicksilver, come lo avete visto, ha le sue radici in Uncanny Avengers e si è protratto lungo No Surrender, destinato a costruire una serie di situazioni interessanti per il personaggio in futuro e per la sua pubblicazione in solitaria.

Il modo in cui questi eroi ci hanno dimostrato di saper andare oltre le loro divergenze è emblematico. Sanno mettersi alla prova e spingersi oltre i limiti, sia quando si parla di poteri che con la gestione delle loro personalità. Volevo mostrarvi Pietro in ogni suo aspetto: il suo egocentrismo e la sua superbia sono grandi quanto il suo coraggio, la sua comprensione e il senso di sacrificio. Mi piace che sia un personaggio di contraddizioni.

Saladin Ahmed sta scrivendo la sua miniserie sulla base di quel che è stato narrato in No Surrender, ma i nuovi lettori non devono preoccuparsi, saranno aggiornati direttamente da lui sulla situazione di Quicksilver. Detto questo, credo che chi ci ha seguiti sin da Uncanny Avengers vorrà avere il quadro generale di quel che sta accadendo a Pietro, uno degli eroi Marvel più sottovalutati in assoluto.

Waid – Sin dall’inizio, il percorso di Voyager doveva servirci per definire quali siano le implicazioni dell’essere un Vendicatore. Con lei, vi abbiamo mostrato che significa non avere la garanzia di vincere ogni battaglia, né di lasciarla tutti interi.

Ewing – Non è facile parlare del personaggio di Voyager ora come ora. Perché la sua parabola non è ancora completa e rischiamo decisamente di dire troppo. Vuole fare quel che è giusto e sa di poter dare di più, di essere davvero un Vendicatore. Ma, dopo tutto quel che ha fatto, sarà abbastanza?

Avengers #689, anteprima 02

Waid – Scrivere il personaggio di Steve Rogers in questa storia è stato più complesso di quanto possiate immaginare. Il fatto è che è un leader naturale ed è quasi impossibile infilarlo in una storia degli Avengers e non metterlo alla loro guida. Ma non era ciò di cui aveva bisogno questa saga. Detto questo, la sua saggezza è stata una parte fondamentale della preparazione alla battaglia finale.

Ewing – Cap è il simbolo vivente degli Avengers, sotto molti aspetti, quindi averlo con gli altri ha aggiunto molto allo scontro finale. Come tutti sanno, sono un grande fan del concetto secondo cui tutti possono essere un Vendicatore. Se aiuti qualcuno prendendotene le responsabilità, benvenuto nel club. Ma Steve è come se fosse una sorta di marchio di garanzia deambulante dei Vendicatori. Quindi, averlo nel gruppo a dare la sua benedizione alla battaglia è stato carino.

Zub – Una storia degli Avengers di questa portata sarebbe parsa incompleta senza di lui, ma c’era anche il rischio che la sua presenza mettesse in ombra tutti gli altri. Tenerlo in panchina per un po’ ha dato ad altri eroi la possibilità di brillare.

 

Applausi a Kim Jacinto e Stefano Caselli per il loro lavoro su Avengers #688. I tre sceneggiatori hanno elencato i loro momenti specifici preferiti di un numero che è risultato estremamente potente dal punto di vista emotivo.

 

Waid – Mi mancherà scrivere il personaggio di Sam Wilson, il mio preferito tra gli eroi che hanno ereditato il nome da altri. Sam era più che abile come Capitan America. L’unica cosa che non mi mancherà di lui è la difficoltà nel trovare il modo di coinvolgere il suo dannato Redwing in ogni storia. Scherzo, scherzo. Più o meno.

Ewing – Non appena ho scritto l’ultimo dialogo della serie, mi sono venute in mente un sacco di storie sui personaggi. Nessuna delle quali troverà spazio in Immortal Hulk. Ma mi mancheranno i miei Vendicatori, e spero di poterne coinvolgere almeno un paio nella mia nuova serie, o almeno alcune delle idee che ho in testa.

Zub – Io ho un debole per la parte mistica delle storie a fumetti, quindi Scarlet e Doctor Voodoo sono i due personaggi che mi mancheranno di più, al termine di No Surrender.

 

 

 

Fonte: Comic Book Resources

 

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