Estate 1997.
I comic-book americani presi a modello da PKNA avevano la tradizione di far uscire gli Annual, albi speciali estranei alla numerazione regolare di una serie che proponevano storie straordinari, per la lunghezza, gli eventi narrati o gli autori coinvolti. Il PK Team non vuole essere da meno e inaugura la tradizione dello speciale estivo, sorpresa accolta con entusiasmo dai fan italiani, poco abituati a essere viziati con sorprese simili. Per l’occasione vengono convocati tutti gli scrittori e i disegnatori che hanno lavorato agli albi usciti fino a quel momento (anche se purtroppo il cast non è al gran completo, per l’assenza di Sisto, Guerrini e Celoni), con l’aggiunta di un ospite d’eccezione. Per rendere ancor più eccezionale l’albo, il lettore viene accolto da una copertina argentata e in rilievo, un chiaro segnale che promette tacitamente un albo indimenticabile. E così sarà.

Missing. Scomparso. Nessuna traccia di Paperinik. Il protagonista è il grande assente dal primo albo speciale della serie, che riesce comunque a essere rappresentativo di quanto è stato raccontato fino a quel momento. L’agente della PBI Mary Ann Flagstarr inizia a indagare e con questo stratagemma entra in contatto coi principali comprimari della serie, nel tentativo di scoprire dove possa essere finito il papero mascherato. La scomparsa di PK getta un’ombra perturbante sul racconto, che durante la narrazione viene rinnovata attraverso poche vignette che ce lo mostrano a terra, apparentemente privo di sensi, in un luogo non ben definito. Ma mettere da parte il protagonista è anche uno stratagemma per concentrarsi sui personaggi secondari, senza fargli necessariamente dividere le scene col supereroe. Nessuno meglio di Alessandro Sisti, creatore del fumetto, avrebbe potuto orchestrare un racconto che nasce come espediente per collegare tra loro le cinque storie brevi, ma che non si limita ad essere un filo conduttore. L’odissea di Mary Ann Flagstarr offre sia siparietti divertenti che scene in grado di incuriosire il lettore, come l’interrogatorio a Camera 9, il tutto illustrato col tratto pulito di Corrado Mastantuono che infonde a ogni personaggio un aspetto accattivante.

Punto di rottura è un racconto/flashback di Angus Fangus nel quale il reporter d’assalto racconta un episodio dopo il quale ha un debito d’onore con PK. Il demenziale scontro tra il kiwi giornalista e un robot distruttore si conclude con un salvataggio in extremis da parte del papero mascherato, sancendo ancora una volta il rapporto tra i due da amici-nemici e rivelando una debolezza e una sensibilità di Angus inaspettate ed emozionanti. Questo episodio potrebbe essere stato quasi un banco di prova per Tito Faraci, che dal mese successivo con le Angus Tales scriverà diverse storie brevi con protagonista proprio il burbero reporter. I disegni di Alberto Lavoradori trasmettono efficacemente l’atmosfera di sporcizia richiesta dalla location e adatta al personaggio di Angus, ma le sue deformità che in Evroniani ancora potevano essere apprezzati, risultano caotici in una storia breve che avendo poche tavole a disposizione presenta più vignette di dimensioni ridotte.

In Time 0 è Lyla a cercare di risolvere il mistero della sparizione di Paperinik, dopo esserne venuta a conoscenza in una sequenza marittima nella quale Alessandro Barbucci ci regala le vignette più sensuali dell’affascinante androide. Per trovare informazioni Lyla viaggia fino alla sede della Tempolizia, accompagnando in questo modo il lettore che per l prima volta ha l’occasione di vedere un luogo di cui tanto si è parlato. Dietro il bancone della segreteria Lyla ritrova le avances di Lenard, simpatico personaggio che riesce a farsi amare in una sola pagina ma che purtroppo non rivedremo più. Durante la sua indagine segreta il droide interviene per risolvere un’attacco alla Tempolizia, gesto un po’ troppo impulsivo visto che chiaramente la sede centrale brulicava di agenti che avrebbero potuto fare lo stesso. Il breve racconto scritto da Gianfranco Cordara soffre di qualche ingenuità e una leggerezza di fondo, ma nonostante questo il lettore è comunque catturato grazie a un impulso voyeuristico che si sofferma sulle forme di Lyla e tra i corridoi di Time 0.

Oltre alle pagine che fanno da collante tra i singoli episodi dell’albo Sisti scrive anche Memo, storia breve dedicata al Razziatore. Il cronofurfante decide di viaggiare nel tempo per rubare le opere degli artisti prima che questi diventino famosi, e Paperinik non può fare nulla per fermarli. Interviene però Uno, sotto forma di ologrammi, a fermare il Razziatore in una lotta a suon di astuzie e viaggi nel tempo, e fa piacere vedere l’intelligenza artificiale scendere in campo invece che essere relegata al ruolo di cervello consulente. Purtroppo Paolo Mottura realizza le tavole con uno stile ancora abbastanza immaturo, come in Invasione!, nelle quali i personaggi sono deformi e il Razziatore è troppo differente dalla caratterizzazione che ne è stata data fino a quel momento.

Xarghon è l’episodio dedicato a Xadhoom, ideato da Francesco Artibani sulla base di uno stratagemma comico che vede gli Evroniani torturati nel tentativo di scoprire cosa significhi una parola xerbiana. L’idea è simpatica ma forse ripetuta troppo a lungo, ma nonostante ciò è interessante lo stratagemma degli evroniani di fingersi xerbiani, così com’è sempre piacevole vedere Xadhoom in azione nello spazio. Intrigante anche la presenza di un finto Paperinik per la vicenda, che inizialmente pare una risoluzione al mistero della “macrostoria”, ma poi si rivela essere un altro evroniano sotto mentite spoglie. Buoni i disegni di Stefano Intini, che può finalmente avere una rivalsa dopo la “questione Paul Ackerman” nella storia Xadhoom!

Chiude l’albo Blu Botte,  le disavventure di due goffi evroniani atterrati malamente sul nostro pianeta . È l’occasione per il PK Team di avere tra le proprie fila il disegnatore Giorgio Cavazzano, una delle principali celebrità italiane. Tra un’apparizione di Urk fin troppo gratuita e uno stile troppo cartoonesco per PKNA, la storia è la più debole di tutto il pacchetto, anche perché marcia sullo stereotipo degli evroniani ormai sempre più tonti ad ogni apparizione di Xadhoom! Cavazzano è un grande Maestro, ma il suo talento non sembra essere valorizzato su queste pagine, forse per un look cartoonesco e per una conformazione della gabbia fin troppo regolare per la sperimentazione caratteristica di PKNA, diversa dallo stile classico che l’artista veneziano è abituato ad utilizzare.

A corredo della storia l’albo offre un trattato di lingua evroniana e un poster nel quale la Ducklair Tower svetta con tutti i suoi 151 piani. Prosegue anche la follia del PK Team, con un’edizione maxi nella posta dove ormai i lettori si aspettavano di essere maltrattati a suon di sarcasmo, ma anche un riepilogo delle copertine che calca la mano sul dubbio riguardo all’effettiva esistenza dello Zero Barra Uno. In conclusione, Missing riesce a fornire un perfetto esempio di cosa sia Paperinik New Adventures e per assurdo riesce a farlo anche col protagonista assente dalle scene. Il mix di storie esemplifica la varietà di stili grafici, di toni narrativi e di atmosfere all’interno dei quali la serie spazia. Un albo che nonostante la sua natura di “fuori serie” avrebbe potuto raccontare una vicenda autoconclusiva senza effetti sul proseguimento della serie, ma al contrario la visita di Paperinik al monastero di Everett Ducklair avrà i suoi effetti sul lungo termine…