Mentre due Spice Girl prendono il sole sognando Sesto San Giovanni, un’ondata di calore si è abbattuta su Paperopoli. L’undicesimo numero di PKNA è solo il primo di una serie di storie che, durante la prima pubblicazione, contestualizzano la vicenda nel periodo dell’anno in cui l’albo raggiunge l’edicola. È un piccolo accorgimento, una finezza, che però immerge ancor di più il lettore nell’atmosfera e dimostra quanto il PK Team curasse anche questo genere di dettagli.
Prosegue il ciclo iniziato nei due numeri precedenti, stavolta tornando a Paperopoli dove il giardino di Norman Russell sta per dare vita alla minaccia lasciata presagire nel finale di Spore. Il grande merito di Alessandro Sisti in questo episodio è di riuscire a far montare la tensione, in una prima metà dell’albo dove sembra non accadere nulla, ma la sensazione è quella della classica quiete prima della tempesta: Paperino si aggira in T-Shirt attraverso una Paperopoli desolata e afosa, un vacanziero zio Paperone annuncia che sta per raggiungere i nipotini alla fattoria di Nonna Papera, nessun avversario si è ancora manifestato, Angus Fangus sta scontando le sue ferie forzate guardando la televisione nel salotto di casa sua…

Ma poi la situazione esplode e la trama riesce a fondere intelligentemente due storyline apparentemente molto distanti tra loro, ovvero gli Evroniani e Due: l’intelligenza artificiale, sopravvissuta grazie a un ingegnoso stratagemma, riesce a sfruttare per i suoi interessi gli alieni viola, ma questo non entusiasma il quartier generale. In realtà non è ben chiarito in cosa le due fazioni di avversari di PK non abbiano in comune, visto che potrebbero benissimo allearsi temporaneamente per sconfiggere il nemico comune…
Il “team-up” riesce a rendere eccezionale quella che sarebbe stata solo una storia di passaggio prima della conclusione della quadrilogia delle spore. Le tavole di Claudio Sciarrone continuano a sperimentare nuove strutture, con alcuni effetti interessanti (come la sospensione del tempo nella splash page “ristretta”in cui la P-Kar riprende il volo) ma anche alcune tavole che purtroppo generano ancora confusione nell’ordine di lettura.
Da segnalare la presenza di frasi a cui si potrebbe non prestare molta importanza, ma dietro le quali si celano significati più ampi: basti pensare alla scoperta dell’esistenza di una squadra anti-Xadhoom, o al rammarico che Uno esprime nell’aver perso il suo unico fratello.

Silicio ha il merito di essere il primo episodio a riuscire a raccontare una storia che non faccia rimpiangere i numeri precedenti in un numero di pagine inferiori: da questo albo infatti il fumetto principale è composto da una sessantina di tavole, a causa dell’arrivo delle storie brevi al termine del volume… Ma avremo modo di parlarne in un Chrono PK apposito.