Spore dimostra quanto ogni numero di PKNA continuasse ad alzare l’asticella rispetto al precedente. Dopo più di un anno dall’esordio della serie, ogni albo osa intraprendere un sentiero rispetto a quanto si era visto fino a quel momento: in questo caso il lettore si trova di fronte a una storia (inconsapevole che si tratti della prima parte di una quadrilogia) in cui fa il suo esordio l’esercito, dopo l’introduzione in Terremoto! della PBI.
L’ingresso dei militari nelle avventure del papero mascherato contribuisce a rendere più adulti i toni della narrazione, e infatti in questo episodio la vicenda ha un’atmosfera a metà tra una puntata di X-Files e un kolossal d’azione americano.
Si tratta dell’esordio all’interno della testata di Gianfranco Cordara, ed è interessante osservare come si trattasse di un altro giovane sceneggiatore con all’attivo appena una decina di storie Disney: il team di autori di PKNA non era composto dai nomi più importanti di quel periodo (ma molti poi lo sarebbero diventati in futuro) ma da nuovi talenti che hanno saputo rischiare, portando caratteristiche e stili propri di altri generi all’interno della serie, facendone forse un unicum nell’intero panorama fumettistico per varietà, sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista grafico.
E un ottimo esempio sono i stupendi disegni di Fabio Celoni, tra i più evocativi che si vedranno mai della serie, grazie a una ricchezza di dettagli e una costruzione dell’immagine all’interno della vignetta fuori dalla norma. Perché aprendo l’albo a caso, potrebbe capitare di ritrovarsi una splash page in cui Paperinik, a bordo di un esoscheletro, guida un’intera truppa dell’esercito nel bruciare con dei lanciafiamme un intero campo di spore aliene. Un’immagine inusuale, e sorprendente anche per chi si sta abituando alle continue novità della testata.

Mentre Pikappa si introduce segretamente nella base militare per impedire un disastro su scala planetaria, seguiamo anche l’odissea nello spazio di Xadhoom, alla ricerca di informazioni sullo sterminio della sua specie. È un’occasione preziosa per approfondire la figura della xerbiana, qui mostrata in tutta la tragicità e non solo come una furia assetata di vendetta. Sembra quasi un personaggio opposto a quello che avevamo conosciuto, le pagine a lei dedicate sono silenziose, poetiche, pregne di un lirismo che d’ora in poi contraddistinguerà maggiormente l’aliena. Salvo poi scatenarsi nel finale, dove interverrà per dare manforte all’esercito di esoscheletri impegnati a lottare contro la bizzarra minaccia di una piantagione di spore evroniane. È incredibile come gli autori siano riusciti a rendere adrenalico un “combattimento” contro degli organismi incapaci di muoversi, ma in questo è particolarmente efficace il tratto di Celoni: grazie alle sue conturbanti fusioni di linee e sagome riesce a trasmettere nel migliore dei modi il pericolo derivante dal veleno che possono sprigionare le “uova evroniane”. La sequenza finale è inquietante ed epica, davvero in grado di trasmettere angoscia al lettore.
Durante la storia sono presenti alcuni passaggi più leggeri, ma sono palesemente stati inseriti per cercare di stemperare i toni del racconto: Angus alle prese con l’intervista a una diva dello spettacolo o Uno impegnato a dare ossi cibernetica a mastini virtuali che fanno la guardia al database militare, sono elementi che risultano abbastanza fuori luogo con l’atmosfera della vicenda. Il quadro complessivo si sta arricchendo di sviluppi di elementi passati e nuove sottotrame, con alcuni indizi che suggeriscono sempre più esplicitamente che c’è qualcosa in sospeso da sviluppare in futuro… E in questo caso, si tratta di un futuro prossimo, visto che è appena cominciato il primo “ciclo” di storie consecutive di PKNA legate tra loro. Le spore non sono finite…