Alessandro Sisti ed Ezio Sisto concludono con Xadhoom! il loro trittico di storie che dà il via a Paperinik New Adventures, pubblicate sui numeri zero che precedono la “promozione” a serie regolare con una periodicità ben definita.
L’intero episodio ruota intorno al personaggio della vendicativa xerbiana, intravista nell’incipit di Evroniani e ora giunta sulla Terra all’inseguimento di una squadra d’assalto aliena. La posizione di Xadhoom è inizialmente ambigua, opinione volutamente rafforzata anche dalla copertina che ce la presenta intenta ad attaccare PK, ma secondo il principio per cui “i nemici dei miei nemici sono miei amici” diventa presto una valida alleata per il papero mascherato. Si tratta di uno dei personaggi più affascinanti dell’intera serie, nel quale è racchiuso un forte lirismo derivante dal suo tragico passato, tra la disperazione per la perdita del suo popolo e il senso di colpa nel sentirsi responsabile dell’accaduto. Xadhoom però non si piange addosso, ma trasforma la sua malinconia in rabbia che incanala in un vero e proprio concentrato di energia che sprigiona contro ogni evroniano le capiti a tiro. È una delle figure più grintose della serie, ma anche una delle più pericolose: Xadhoom non riesce a controllare la sua sete di vendetta e potrebbe trasformarsi in una supernova nel desiderio di distruggere gli evroniani, quindi sarà Pikappa a cercare di tenere a freno la sua nuova compagna di avventure.
Le tavole dell’albo sono accreditate a Paul Ackerman, pseudonimo dietro al quale si cela Stefano Intini, disegnatore che aveva fatto sostituire il suo nome per non comparire tra gli autori della storia. La Disney americana (visto che PKNA era nato come progetto da esportare anche negli USA) aveva infatti cambiare alcuni disegni dello Zero/2 e dello Zero/3 per farli apparire più aderenti ai modelli originali dei personaggi, non apprezzando troppo lo stile sperimentale che la scuola italiana stava sviluppando. Questi cambi riguardano principalmente i becchi, e in alcuni casi la figura completa di Paperino, come si può notare più volte in questa storia dove il protagonista ha l’aspetto di molte immagini e gadget ufficiali, mentre attorno a lui i personaggi sono tratteggiati in modo più deforme. Sciarrone nel numero precedente aveva accettato le modifiche imposte, mentre Intini non ha condiviso il cambiamento del suo lavoro e così ha preteso di comparire con un nome fittizio tra i credits del fumetto.
Da segnalare che per la prima volta qui gli evroniani vengono mostrati con fattezze differenti l’uno dall’altro, anche al di là della posizione nella gerarchia sociale, mentre nel primo numero gli alieni viola erano stati rappresentati tutti uguali, come se non ci fosse alcuna distinzione tra i vari componenti della razza.

Xadhoom! prosegue la costruzione dell’universo pikappico alimentando la continuity con velati riferimenti agli eventi degli episodi precedenti. Ciò che però avviene in particolare in questo albo è un intelligente e fluido distacco da altri elementi caratteristici dell’universo disneyano classico, giustificando per l’ultima volta la loro assenza in queste storie così da non doversene mai più preoccupare dal numero successivo.
Il primo fardello di cui liberarsi è la 313-X, veicolo che ben si sposava all’attrezzatura del Paperinik originale, ma che risulta poco credibile nella nuova dimensione in cui l’eroe si trova a combattere. Eccola quindi venire rottamata in seguito a un incidente e sostituita con la ben più tecnologica Pi-Kar, automobile volante che come lo scudo extransformer nasconde numerose sorprese che gli autori potranno sfoderare e aggiungere nelle prossime avventure.
C’è poi la questione nipotini: Paperino rimane pur sempre il tutore di Qui, Quo e Qua, ma col suo trasferimento alla Ducklair Tower verrebbe da pensare che sia uno zio degenere in grado di abbandonare i tre ragazzi al loro destino. La questione viene risolta con una comparsata di una paginetta nella quale si accenna a un’impegnativo viaggio con le Giovani Marmotte, che i lettori della testata dedicata alla suddetta organizzazione scout potevano effettivamente leggere in una saga a puntate pubblicata proprio in quel periodo, creando di fatto l’unico “cross-over” (anche se solo per un breve riferimento) tra fumetti Disney.

Oltre alla storia principale questo numero pubblica una pagina della posta dove, tra inside joke sullo Zero/1 e l’annuncio dei numerosi club di Pkers che stavano nascendo, si hanno le prime avvisaglie del movimento che poi prenderà piede sulle pagine di PK. Un Pk Files dedicato a Xadhoom e un Pk Project sugli shuttle di invasione evroniani sono nulla rispetto alla portata principale dei redazionali dell’albo: un dossier di 14 pagine sulla Ducklair Tower con bozzetti, mappe e ricostruzioni dettagliate di aree della torre che i lettori non avevano ancora avuto l’occasione di vedere.
È molto strano che gli autori abbiano voluto svelare qui l’astronave collocata sul tetto e il tunnel collegato alla baia (che compariranno rispettivamente sul numero 1 e sul numero 4), ma ciò che ha davvero dell’incredibile è l’accenno, tramite una piccola scritta visibile per gli occhi più attenti, alla presenza della figlia segreta di Everett tenuta nei sotterranei in animazione sospesa, fatto che sarà rivelato ufficialmente ben 6 anni più tardi, con l’inizio della serie PK2.
Non si può certo dire che gli autori non avessero fatto progetti a lungo termine…