Questa settimana l’agente Coulson incontra Akela Amador, una sua ex-protetta che sembra essere passata tra le fila nemiche. Nessun supereroe, nessun riferimento ai fumetti… e allora a cosa serve questa puntata di Behind Agents of S.H.I.E.L.D.?
Bè, c’è stata un’affermazione che avrà fatto drizzare le orecchie agli spettatori più attenti, e che vale la pena analizzare…

Attenzione! Questo articolo contiene SPOILER. Ne consigliamo la lettura dopo la visione di Agents of S.H.I.E.L.D. 1×04: Eye-Spy

Non ci sono studi che supportino la precognizione, la telepatia o percezioni extrasensoriali.

Quando l’agente May pronuncia questa frase, in risposta all’ipotesi di Skye sulle modalità della strage avvenuta nel prologo dela puntata, definisce in modo chiaro i paletti della serie.
Esclude così in modo categorico la coesistenza degli X-Men e di quanto visto finora nell’universo cinematografico della Fox. Gli X-Men infatti sono operativi fin dagli anni ’60 e lo S.H.I.E.L.D. non potrebbe di certo essere all’oscuro dell’esistenza di Charles Xavier.
Inizialmente gli autori di Agents of S.H.I.E.L.D. avevano dichiaro che non avrebbero potuto mostrare i personaggi i cui diritti appartengono alla FOX (X-Men, Spider-Man, Fantastici Quattro…) ma che si sarebbero lasciati le porte aperte. A ridosso dell’esordio del telefilm è stato dichiarato che non avrebbero potuto in nessun modo mostrare quei personaggi, né addirittura pronunciare il termine “mutanti” senza incappare in problemi legali.
Ma da ora, niente più omissioni o non detti: la frase di Melinda May determina in modo esplicito all’interno della serie che la razza mutante non è presente all’interno dell’universo narrativo di Agents of S.H.I.E.L.D..